Il LAVORO AGILE NELLE PP.AA. PARTE -1-

A marzo scorso abbiamo iniziato su CA-CAMPANIA.COM ad affrontare la problematica (o meglio l’opportunita’) del lavoro agile, definendolo.

Data:
8 Dicembre 2020

Il LAVORO AGILE NELLE PP.AA. PARTE -1-

A marzo scorso abbiamo iniziato su CA-CAMPANIA.COM ad affrontare la problematica (o meglio l’opportunita’) del lavoro agile, definendolo.

L’argomento e’ tanto amplio che abbiamo deciso di dedicare un portale intero all’argomento.

Il DL 76/20 ha molto contribuito alla digitalizzazione delle funzioni e dei servizi delle pubbliche amministrazioni, il RTD dovra’ dare i suoi contributi anche per la redazione del POLA o per la predisposizione di altre politiche di lavoro AGILE.

Pronti ? Spero di si , altrimenti si viene travolti dalle novita’.

Il POLA -Piano Organizzativo Lavoro Agile – e’ l’opportunita’ anche per la digitalizzazione delle amministrazioni.

Cose’è il LAVORO AGILE ? in cosa differisce da altri rapporti lavorativi?
E’ qualcosa che cambia il paradigma lavorativo, vediamo come.

Innanzitutto e’ necessario capire che le nuove modalità lavorative vanno intese nel più scenario della rivoluzione della PA, vedi i tempi del procedimento e la responsabilità del funzionario.

Una prima definizione, un primo approccio potrebbe essere quello di …

…sfruttare le nuove tecnologie per cambiare l’approccio lavorativo nonché la misurazione delle performance, si cercheranno o si creeranno nuovi equilibri basati sui risultati e non sul presenzialismo indoor .

Usando questa metodologia con qualche approssimazione possiamo dire cosa è e cosa non è il lavoro agile, o smart working o per qualcuno di noi il nomad working.

È :
– una disciplina particolare, ed anche snella, del lavoro subordinato
– basato sulla misurazione dei risultati dati gli obiettivi
– incentrato sulla fiducia e non sul controllo in itinere
– capace di valorizzare talenti diversi

NON È
– una nuova tipologia contrattuale
– necessaria la contrattazione macro e media di secondo livello
– basata sulla presenza in azienda od in UU.LL. della stessa
– necessaria la dotazione lavorativa fornita dall’ente

È pero evidente che assieme a questi aspetti giuslavoristi e sociali occorra la centralità anche della tecnologia CLOUD e di piattaforme collaborative, che spesso già abbiamo non sfruttandole bene .

Ricordate bene, il telelavoro e’ una cosa, il lavoro agile tutt’altra, vi riporto un breve stralcio di un vecchio post :

Il DFP ed anche l’AGID sono consapevoli dello stato EMERGENZIALE, quindi ora non dobbiamo ricercare la perfezione ma solo avvicinarci ai concetti fondamentali, arrangiarci un pochetto e fare tesoro di tutto per poi avviarci con calma all’applicazione del D.Lgs 81/17 . Una precisazione importane e’ che il D.lgs 81/17 nasce solo al lavoro professionale( no imprese e no PA ) e le modifiche apportate per estenderlo anche alle imprese ed alle Pubbliche amministrazioni non sempre sono organiche.

Prima precisazione TELELAVORO e LAVORO AGILE/ SMART WORKING non sono sinonimi, ci sono importanti differenze alla base, vediamole in foma tabellare.

LAVORO AGILETELELAVORO
VINCOLI DEL LUOGONESSUNODOMICILIARE
ORARIO DI LAVOROFLESSIBILEGARANTITA UNA FASCIA DI REPERIBILITA’
STRUMENTI DI LAVOROSTRUMENTI MOBILI E CLOUDPOSTAZIONE FISSA
PRINCIPIBASATO SU OBIETTIVI E RISULTATIMANSIONI PREDEFINITE

Per concludere la prima parte di questo lavoro chiariamo che il lavoro presenzialista ed il telelavoro sono basati su modelli rigidi, il lavoro agile, lo smart working ed il nomad working sono invece basati su modelli flessibili.

Siete pronti ad uscire dalla comfort zone? seguitemi nei prossimi post.

Ultimo aggiornamento

8 Dicembre 2020, 18:18

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